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Testimonianza di Alberto

Mi chiamo Alberto ed ho conosciuto il Signore circa 20 anni fa. Vi devo confessare che non è facile poter dire in quattro righe ciò che è avvenuto nell'arco di oltre 10 anni di vita; ma cercherò di essere sintetico e chiaro, soprattutto per ciò che riguarda la mia vita da adolescente in poi. Ho vissuto la mia infanzia in una famiglia religiosa. I miei genitori non erano praticanti ma, nonostante tutto, mi hanno insegnato ad essere un bravo ragazzo e a frequentare la chiesa ogni volta che potevo.

Difatti frequentavo una parrocchia vicino casa ed ero impegnato attivamente (in rapporto alla mia età) nelle pratiche religiose (spesso servivo la messa in qualità di chierichetto). Tutto questo fino all'età di 15 anni, quando cominciai a frequentare dei giovani musicisti che mi chiesero di poter cantare con loro. Mi piaceva molto la musica per cui non esitai neanche un momento ad accettare l'offerta. Ma non fu solo questa ragione che portò ad allontanarmi da quelle basi religiose che avevo.

Non mi piaceva ad esempio, confessarmi perché non ritenevo giusto dire ad un uomo, peccatore come me, i miei peccati; ritenevo invece giusto di confessarli direttamente a Dio. Inoltre non mi piacevano alcune parzialità da parte dei preti e pertanto mi allontanai dai cattolici. Pensavo che sarebbe stato sufficiente credere in Dio e basta (senza frequentare ne chiese, ne appartenere ad alcuna religione).

Ma fu proprio questo se così possiamo dire, il periodo più delicato della mia vita (ahimè)! Difatti un amico che frequentava il gruppo musicale, una sera ci raccontò di aver vissuto delle esperienze indimenticabili nelle "sedute spiritiche".

Certo i giovani sono sempre alla ricerca di nuove esperienze e molte volte non sanno bene a cosa vanno incontro, e si buttano a capofitto pur di provare nuove sensazioni, o magari sentirsi più maturi. Ed è proprio quello che feci io. Dopo un primo momento in cui rimasi sulle mie perché avevo paura, decisi che valeva la pena provare anche questa avventura.

In breve posso dirvi che ho trascorso circa un anno da quel giorno, e vi garantisco che ho vissuto il periodo più brutto della mia vita. Vivevo nel terrore. Praticavo sedute spiritiche, visitavo cimiteri in cerca di oggetti che trovavo in posti ben precisi ordinati dagli spiriti, i quali "oggetti" servivano, se indossati, come portafortuna facendoci acquisire nuovi poteri. Credevo che quello che facevo fosse a fin di bene e arrivai persino alle soglie"dell'ectoplasma" (cioè sedute spiritiche in cui il medium prendeva le sembianze dell'anima evocata).

Più andavo avanti e più mi rendevo conto che ciò che stavo facendo era qualcosa di tremendo, e che non era nella volontà di quel Dio in cui, sin da fanciullo credevo. Nel frattempo mio fratello si convertì al Signore e incominciò a parlarmi di Lui, della Sua Parola e soprattutto del suo piano di salvezza.

Il suo parlare mi irritava molto sopratutto perché, con tanta convinzione, asseriva di essere salvato e quindi di avere certezza della vita eterna, e sottolineava, che se rifiutavo il dono di Dio (cioè Gesù Cristo quale personale salvatore) non avrei avuto la vita, ma il suo giudizio. Tutto questo mi turbava ed al tempo stesso mi portava a riflettere.

Dopo un po' abbandonai le sedute spiritiche perché finalmente compresi che queste non erano cose che venivano da Dio, come pensavo in un primo momento, ma erano sataniche. Nonostante lavoravo e quindi stavo bene economicamente con una famiglia che mi voleva bene, mi sentivo insoddisfatto.

Pensavo sempre a cosa sarebbe stata la mia vita dopo la morte. Sotto l'invito di mia madre in alcune circostanze ebbi occasione di frequentare una chiesa evangelica; ma non mi piaceva il loro ambiente e il loro modo fare e pertanto indurivo ancora di più il mio cuore nei loro confronti compreso mia madre e mio fratello che ogni tanto mi parlavano di Cristo Gesù.

Fu una circostanza inaspettata a farmi cambiare totalmente idea. La conversione di mio Padre! Il quale era infermo ormai da molto tempo e che negli ultimi tre mesi di vita vidi cambiare radicalmente. Alcune persone evangeliche lo venivano a trovare spesso a casa, e anche se all'inizio non accettavo la loro presenza, in seguito apprezzai il calore e l'amore col quale quelle persone, pur non essendo dei parenti, mostravano nei nostri confronti.

Mio padre morì, ed in quel giorno, nonostante fossi distrutto dal dolore, per la perdita del mio caro, mi sentivo un altro; mi sentivo cambiato, pieno di gioia, desideroso di dire a tutti che la morte di mio padre aveva prodotto (grazie alla sua testimonianza) una nuova vita dentro di me.

Allora mi inginocchiai e chiesi il perdono di tutti i miei peccati al Signore, gli chiesi di entrare nella mia vita e di diventare il mio Signore e Salvatore. Da quel giorno mi sentii veramente liberato dal peso del peccato.

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